Urge insistere «sulla valenza “politica” del sapere della fede»

Intervista di Rocco Gumina a Giuseppe Lorizio. – su tuttavia.eu, 1 Dicembre 2022

Da tempo si discute, anche in Italia, di rinnovamento della teologia. La Veritatis gaudium di papa Francesco ha offerto ai teologi delle importanti indicazioni sul tema. Per il pontefice, infatti, la ricerca teologica – oltre ad assumere l’atteggiamento dell’umiltà – deve essere in grado di dialogare con il mondo contemporaneo e, quindi, con le scienze umane e le svariate espressioni artistiche prodotte dall’uomo. Di questo tema discutiamo con Giuseppe Lorizio. Professore ordinario di Teologia fondamentale nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense […]

 Professore Lorizio, nel suo recente volume Semi del Verbo, segni dei tempi, sostiene l’esigenza di una “teologia in contesto”. Quali sono le peculiarità di una teologia contestuale?

Si tratta della “compagnia del testo”. La Parola di Dio attestata nelle Scritture Sante non cade dal cielo, ma si genera in un grembo-contesto di cui parla la lingua e condivide le istanze culturali…

continua la lettura su tuttavia.eu del 1 dicembre 2022

Fuori e dentro Matrix, 20 anni dopo. Riflessioni ad ampio spettro sul quarto capitolo della saga.

Di Marco Staffolani su SettimanaNews.it 29 Novembre 2022

L’iconica figura di Neo, l’Eletto, colui che muore per salvare l’umanità assediata dalle macchine, nell’epica trilogia di Matrix, è tornato sul grande schermo a gennaio 2021 per il quarto capitolo della saga. Abbiamo già riflettuto su una lettura agapica e staurologica di tale figura; qui vorrei fare una sinossi tra Resurrections e Reloaded/Revolutions, per vedere cosa è cambiato fuori e dentro Matrix in questi 20 anni.

Ancora «Pillola rossa o pillola blu»!

Comprendere di primo acchito quanto accade nei primi 20 minuti del quarto episodio è davvero difficile. Sembra di essere tornati al Matrix originale, davanti ad un reboot. Chi è attento, anche nella fugacità dei dialoghi, si accorge però che siamo dentro ad un modale, cioè una realtà virtuale dove i programmi (qui chiamati senzienti digitali) vengono fatti allenare per evolvere….

continua su SettimanaNews.it

Spazziamo via gli effetti di Gomorra sui ragazzi

Castellammare. Il parroco nelle scuole: «Spazziamo via gli effetti di Gomorra sui ragazzi»

Castellammare. Il parroco nelle scuole: «Spazziamo via gli effetti di Gomorra sui ragazzi» di Tiziano Valle su MetropoliosWeb.it

Don Gennaro Giordano è stato uno migliori allievi del prof. Lorizio, quando insegnava a Posillipo. Don Gennaro ha anche conseguito la licenza in teologia fondamentale alla PUL.

La chiesa entra nelle scuole elementari per proporre modelli educativi corretti e cancellare il falso mito di Gomorra. L’iniziativa è di don Gennaro Giordano, parroco della chiesa di Sant’Agostino, nel rione Cmi di Castellammare che venerdì terrà a battesimo il progetto nell’istituto comprensivo Karol Wojtyla. Un’iniziativa rivolta agli alunni della scuola primaria e alle classi prime della scuola secondaria di primo grado e «si propone di risvegliare in loro la cultura della legalità attraverso l’intervento del parroco, delle forze dell’ordine e di persone esperte nel loro settore che possono aiutare i ragazzi a guardare a modelli di vita a cui ispirarsi – spiega la scuola – Le finalità sono: promuovere nei ragazzi un modo di vedere le cose basato su valori di legalità, fratellanza, solidarietà, senso del dovere, responsabilità civica e uguaglianza. Eliminare la cultura del predominio, della forza e della prevaricazione, a cui oggi, troppo spesso, sono soggetti e sono costretti a subirne le conseguenze». «E’ un progetto che punta a rafforzare l’educazione che viene impartita dalle famiglie – spiega don Gennaro Giordano – E’ un’idea che abbiamo iniziato a coltivare dopo un titolo di Metropolis che riprendeva un sondaggio in cui i ragazzini vedevano nei boss della criminalità organizzata dei modelli di riferimento. Al termine di questo percorso vorremmo che i bambini avessero i loro genitori, le forze dell’ordine, le persone che lavorano come idoli». «La sfida è quella di entrare nelle scuole elementari – aggiunge il parroco del rione Cmi – Di solito questi progetti sono rivolti a ragazzi un po’ più grandi, ma il fenomeno in aumento della criminalità giovanile ci spinge a credere che sia giusto intervenire sui più piccoli come forma di prevenzione. Se piantiamo il seme della legalità alle elementari potremo avere in futuro sempre meno ragazzi che prendono strade sbagliate».vt

articolo originale su: https://www.metropolisweb.it/2022/11/23/castellammare-parroco-nelle-scuole-spazziamo-via-gli-effetti-gomorra-sui-ragazzi/

Prima cristiani poi cattolici.

Sta suscitando inquietudine e indignazione la notizia secondo cui «sarà presto formata – secondo il canale Telegram Mash – una società militare privata che agirà sotto il vessillo della Chiesa ortodossa e affiancherà le truppe regolari di Mosca in Ucraina. Ne faranno parte battaglioni ribattezzati “Croce di Sant’Andrea”, elementi “benedetti” da esponenti religiosi e destinati a partecipare alla mobilitazione strisciante (Andrea Marinelli e Guido Olimpio – Corriere della Sera)».

La notizia sarebbe da verificare e non ho gli strumenti per farlo. Potrebbe anche trattarsi di una delle tante fake news che accompagnano i conflitti e, qualora fosse tale, ne saremmo decisamente lieti. In ogni caso, al di là dell’indignazione, decisamente legittima, possiamo cogliere l’occasione per cercare di comprendere il senso di tale o simili operazioni […]

Di Giuseppe Lorizio

Continua a leggere su SettimanaNews.it 19 Novembre 2022

Il destino gentile

Discorso di Rafaella Figueredo, 250esimo Dies Academicus Pontificia Università Lateranense

15 novembre 2022

Eminenze, Eccellenze, Rettore Magnifico, Egregi professori e cari colleghi:

Fate is kind. She brings, to those who love, the sweet fulfillment of their secret longing.

«È gentile il destino. Porta, a coloro che amano, il dolce compimento del loro profondo e segreto desiderio».

Queste parole sono tratte dalla canzone scritta per il film Pinocchio del 1940, “When You Wish Upon A Star” diventato praticamente l’inno ufficiale della Disney. Impossibile per me non fare un riferimento alla Disney. Essendo cresciuta nel sud della Florida, alcuni dei momenti più belli della mia infanzia li ho vissuti lì, al parco divertimenti ad Orlando. Ma c’era un posto che per me era ancora più magico, una città vera ed eterna: Roma.

È facile sognare quando si è piccoli. L’immaginazione non ha limiti. Questa innocenza se da un lato, può cadere nell’ingenuità e nella follia, dall’altro, apre il cuore a trascendersi in modo sincero, facendo di ogni momento un piccolo “infinito”. Forse è per questo che Gesù ci insegna che per entrare nel Regno dei cieli bisogna avere il cuore da bambino. Il cuore del bambino accoglie pienamente, senza pensare alla propria inadeguatezza, alle difficoltà, perché il bambino è colui che sogna, senza freni e senza scrupoli. È questo l’atteggiamento di chi entra in un rapporto di chiamata e risposta, di grazia e di libertà.

Chi ha mai chiesto a un bambino “cosa vuoi diventare da grande?” sa che non ci sono limiti alla risposta: astronauta, cantante, ballerina, calciatore. Forse la mia risposta era ancora più anormale: teologa.  Capita spesso che mi viene chiesto: “come mai hai deciso di studiare teologia?”, e la mia risposta è sempre la stessa: perché è la mia vocazione. Non riesco ad immaginarmi su un’altra strada.

È per questo che sono grata che le mie strade mi abbiano portata a Roma, in particolare, alla Pontificia Università Lateranense, dove per sei anni ho coltivato il mio sogno di studiare teologia e dove ho conosciuto quelle persone, docenti e studenti, che mi aiutano a realizzarlo.

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Il nome o il numero: chi siamo davvero?

Il Comune di Roma riforma il regolamento per seppellire i feti umani abortiti
disponendo di adottare codici alfanumerici come identificativi.

Non si tratta di un semplice “regolamento”, ma di una normativa che sottende una visione antropologica, la quale a sua volta impone la domanda: chi siamo? Il processo in atto nella nostra società sembra sempre più orientato all’adozione di etichette alfanumeriche sugli individui, come spesso accade negli ospedali, diventati “aziende”, e ora di nuovo dichiarato nel documento del Comune di Roma (3 novembre 2022) concernente la possibilità di seppellire i feti abortiti, con una serie di distinguo, di cui è difficile comprendere il senso. [Di Giuseppe Lorizio su Avvenire, 10 Novembre 2022]

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L’oblio dell’altro e il mainstream identitario

Il pensiero dominante il nostro tempo nella cultura diffusa a tutti i livelli si identifica con l’ancoraggio all’identità, personale, nazionale, religiosa, culturale…
Tale connotazione prescinde alla grande dalle appartenenze alla destra o alla sinistra e persino da quella di chi non va a votare, qui particolarmente evidente nella tendenza al voler “restare a casa” o ovunque, ma non nella polis. Se tale anelito all’identità coincidesse con un altrettanto autentico desiderio di interiorità, potremmo anche salutarlo con favore e dedicargli interesse speculativo. Ma non è affatto così! La fuga dall’alterità sta invece …

di Giuseppe Lorizio su Avvenire Agorà 9/11/2022

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“Perché cosi ho scelto!”

«Perché, signor Anderson? Perché, perché, perché? Perché lo fa? Perché? Perché si rialza? Perché continua a battersi? Pensa veramente di lottare per qualcosa? A parte la sua sopravvivenza? Sa dirmi di che si tratta, sempre che ne abbia coscienza? È la libertà o la verità? O magari la pace? Non mi dica che è l’amore! Illusioni, signor Anderson. Capricci della percezione. Temporanei costrutti del debole intelletto umano che cerca disperatamente di giustificare un’esistenza priva del minimo significato e scopo! Ogni costrutto è artificiale quanto Matrix stessa, anche se solo la mente umana poteva inventare un’illusione come l’amore. Ormai dovrebbe aver capito, signor Anderson. A quest’ora le sarà chiaro. Lei non vincerà. Combattere è inutile. Perché, signor Anderson, perché? Perché persiste?» [Smith a Neo in The Matrix Revolutions …]

Riflessioni a partire dalla realtà virtuale del capolavoro dei Wachowski, di Marco Staffolani. Continua la lettura su SettimanaNews 9 Novembre 2022

«HALLOWEEN: COSA RISPONDERE DA CATTOLICO AI BAMBINI CHE CHIEDONO “DOLCETTO O SCHERZETTO”?»

La tradizione di Halloween ha origine dall’antica festa dei Celti chiamata “Samhain”, che segnava la fine dell’estate con l’ultimo raccolto e l’inizio dell’inverno. Nella notte che precedeva il nuovo anno pensavano che il confine tra il mondo dei vivi e dei morti si confondesse, tanto che i fantasmi potessero aggirarsi nel mondo dei vivi e disturbare le loro attività. Così la notte del 31 ottobre accendevano falò sacri e indossavano costumi grotteschi, tipicamente costituiti da teste e pelli di animali, per spaventarli e allontanarli dai loro campi. Al termine, riaccendevano il focolare domestico, che avevano spento la sera stessa, dal falò sacro per proteggersi durante l’inverno. Per un popolo legato all’instabilità naturale e al ciclo delle stagioni queste pratiche erano un’importante fonte di conforto prima delle oscurità invernali. continua la lettura su famigliacristiana.it