Newman, in attesa della canonizzazione!

Il cardinale John Henry Newman sarà presto santo e questa è “una grande scelta di attualità”. Così il teologo Giuseppe Lorizio ha commentato l’autorizzazione data da Papa Francesco alla pubblicazione del decreto riguardante il miracolo attribuito al beato. Il cardinale Becciu, prefetto della Congregazione delle Cause dei santi, è stato ricevuto in questa settimana, il 12 febbraio, dal Santo Padre. E ha ricevuto il via libera per procedere alla canonizzazione del cardinale inglese che fu grande animatore del Movimento di Oxford.

La sua beatificazione avvenne nel 2010 con il rito presieduto da Benedetto XVI. In quell’occasione, durante la Messa, Ratzinger gli riconobbe il merito di essere stato un “testimone eloquente”. La vita di Newman fu dedicata interamente al ministero sacerdotale, alla predicazione, all’insegnamento e agli scritti.

Il primato della vita reale sull’idea

E i suoi contributi in campo teologico sono frutto della sua esperienza, del suo vissuto pastorale e non semplici argomentazioni. Lo ricorda il teologo Lorizio citando il testo “Grammatica dell’assenso” (Essay in Aid of a Grammar of Assent, 1870) dove viene illustrato il particolare itinerario che può portare ad un “assenso” della fede nel credente. Per Newman la vera cognizione di Dio può venire dalla vita reale e dalla propria coscienza. Non è un “Dio dei teisti”, o Dio dei filosofi, quello sui cui teorizzava il beato inglese, ma lo stesso Dio di cui parla Papa Francesco quando dice che “la realtà supera l’idea“. Questo è uno dei postulati del pensiero di Bergoglio e lo troviamo nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium.

Questa sorta di “filosofia della concretezza” caratterizza anche il pensiero del Beato Newman. L’idea non va separata dalla realtà. “Siamo di fronte alla realtà di Cristo, alla realtà dell’Eucarestia e della Chiesa”, spiega Lorizio, e non di fronte “a un sistema idealistico e di tipo concettuale”.

La dinamicità della dottrina cristiana

Un altro messaggio che ci viene dall’insegnamento del beato Newman riguarda la “dottrina cristiana“. Questa, spiega Lorizio, “non può essere come qualcosa di rigido ma è dinamica“. Il teologo cita il Saggio sullo Sviluppo della vita cristiana che fu scritto “nel passaggio dal cattolicesimo all’anglicanesimo”. Questo sviluppo, teorizzava Newman, deve essere ‘organico’ e, solo se avviene a questo modo, è “segno di un organismo sano, vivo”.  Solo cosi, sottolinea Lorizio, la nostra “identità cristiana si rafforza e si radica”.

La coscienza luogo del dialogo con Dio

John Henry Newman poi, ricorda il teologo Lorizio, “ha anticipato molti temi del Concilio Vaticano II” cosi come altri grandi pensatori dell’Ottocento. Tanto che viene definito come uno dei “padri assenti” dal Concilio. Tra i concetti sapientemente elaborati quello di “coscienza“. Lorizio spiega che “per lui la coscienza è il tabernacolo che noi abbiamo nel cuore e nel quale Dio ci parla”. Nella Lettera al Duca di Norfolk  del 1874, Newman precisava che la coscienza non è da confondere con il “diritto di pensare, parlare, scrivere e agire secondo il proprio giudizio”. Anche nella Costituzione Pastorale del CVII Gaudium et Spes si afferma che “la coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli è solo con Dio”. Qui Dio si manifesta come “Legislatore e Giudice”. Papa Francesco – sottolinea mons. Lorizio – riprende il tema in Amoris Laetitia ed esorta i cristiani a “vigilare affinché in questa sorta di tabernacolo non manchi la grazia divina”. In quest’opera di formazione delle coscienze – precisa Lorizio – non siamo chiamati a violentarle o a subordinarle”.

“C’è anche un messaggio politico” nella notizia riguardante la prossima canonizzazione del Beato Newman. Fu “un passaggio quello di Newman da una Chiesa nazionale, quella Anglicana, ad una Chiesa universale. Nel momento in cui in Europa e nel villaggio globale ci sono venti di nazionalismo identitario in senso negativo, questo messaggio di universalità ci deve interpellare tutti”.

Infine, il teologo ricorda quella “grammatica dell’umano” presente in Newman in maniera molto forte. Attraverso la sua vita e il suo insegnamento ci mostra come “la grazia, la fede, la giustificazione vengano dal di fuori, ma non si aggiungano in maniera estrinseca a ciò che è l’esperienza umana autentica ma appartengono all’esperienza umana stessa”.

Articolo apparso su Telepacenews.it 29/03/2019

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...