Pensare la scienza (rassegna stampa)

Riproponiamo alcuni articoli in merito al dialogo tra teologia e scienza apparsi negli ultimi giorni nel blog. Dall’infinitamente grande all’infinitamente piccolo il cosmo sorprende. La teologia e la scienza sono chiamate ad entrare in dialogo per dare risposte competenti e aperte alla meraviglia che il mondo suscita agli occhi di tutti, credenti e non.

Dal neutrino al multiverso: così la fisica nutre la teologia

Nella temperie culturale che siamo chiamati a abitare con la nostra teologia, anche se non sempre e ovunque, ma certamente spesso e diffusamente, si registrano scissioni letali tanto per il sapere della fede quanto per il pensiero laico. In questa sede mi preme puntare il dito sulla separazione della metafisica dalla fisica, da cui invece dovrebbe trarre le mosse, situandosi in un oltrepassamento che comprende l’attraversamento e, contestualmente, della teologia dalla metafisica, con conseguenze devastanti per entrambi gli approcci al mistero di Dio, del mondo e dell’uomo. Assumendo il punto di vista della teologia, provo a inserirmi in questo possibile dialogo fra scienza e fede, cercando di individuare e di indicare alcune finestre che la scienza della fede dovrebbe aprire per rinfrescare le proprie stanze disciplinari con l’aria fresca della fisica contemporanea… Continua su Avvenire.it Giuseppe Lorizio 12 Maggio

Due grandi rivoluzioni…

All’inizio del 1900 due grandi rivoluzioni, quella relativistica e quella quantistica hanno attraversato la scienza, e la loro conciliazione, in una nuova e grande teoria unificata, è ancora in corso d’opera a più di 100 anni. Si legge nel libro di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, ciò che questo comporta in uno studente che non adotti al riguardo una “prospettiva paradossale”: «Uno studente universitario che assista alle lezioni di relatività generale il mattino e a quelle di meccanica quantistica il pomeriggio non può che concludere […che] la mattina, il mondo è uno spazio curvo dove tutto è continuo; [e che] il pomeriggio, il mondo è uno spazio piatto dove saltano quanti di energia». La natura ci riserva sorprese che meravigliano sia il credente che il non credenteContinua su Famiglia Cristiana.it, di Marco Staffolani 20 Maggio 2022

Teologia e scienza: un dialogo possibile?

Nel capitolo 18esimo del libro divulgativo di Roberto Battiston, La prima alba del cosmo leggiamo: «Sulle origini e l’evoluzione dell’universo dobbiamo evitare di cadere nel classico errore dell’ubriaco, che si mette a cercare le chiavi sotto il lampione, pur avendole perse altrove, solo perché quella zona è l’unica a essere illuminata. […] Il fatto è che le prime stelle e supernove costituiscono in effetti la parte visibile del lavorio incessante della gravità a tutte le scale. Ma nel cosmo vi è molto di più. Vi sono delle parti invisibili, altrettanto, se non più, importanti, che è necessario prendere in esame se vogliamo capire in che modo l’universo è evoluto fino ai nostri giorni».

La natura ci riserva sorprese che meravigliano sia il credente sia il non credente. Ad entrambi essa chiede una spiegazione su fatti che vanno contro l’intuizione giornaliera o che ci sfuggono e siamo soliti mettere nella categoria mistero. Ma tale categoria, prima che a fatti singoli stupefacenti, si riferisce a realtà di carattere molto generale, in primis a tutta la nostra esistenza che, se indagata nel profondo, ci lascia sempre a bocca aperta. Continua su SettimanaNews.it, di Marco Staffolani,18 Maggio 2022

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