Cristianesimo ed Europa, pace e Vangelo

Le radici del Vangelo non sono europee. Esso è scritto in lingua greca da autori ebrei, che hanno vissuto gli eventi e la sequela del Nazareno. Esso è rivolto primariamente a piccole comunità (inizialmente minoranze giudaiche o pagane di lingua greca) che hanno la necessità di fissare in modo scritto la storia di Colui in cui hanno iniziato a credere tramite una testimonianza orale.

Anche le radici del Cristianesimo non sono europee. Se con il termine intendiamo il riconoscimento (esterno) sociale di un gruppo che professa la sua religione nell’ebreo Gesù detto il Cristo, gli Atti degli Apostoli ci ricordano che non in Europa ma «ad Antiochia per la prima volta i discepoli furono chiamati cristiani» (cf. At 11,26).

Continua lettura su SettimanaNews.it 6 febbraio 2023 (di Marco Staffolani)

Un sogno per il futuro: virtuosità nelle riforme, dalla capitale alle periferie

Riportiamo due articoli apparsi nella stessa pagina de Il riformista (7 gennaio 2023) in cui poter apprezzare la generale necessità di riforma, a partire dalla Chiesa di Roma fino ad una piccola realtà di periferia. La direzione intrapresa è quella della concretezza di lavoro per arrivare agli ultimi e ai piccoli.

Urge insistere «sulla valenza “politica” del sapere della fede»

Intervista di Rocco Gumina a Giuseppe Lorizio. – su tuttavia.eu, 1 Dicembre 2022

Da tempo si discute, anche in Italia, di rinnovamento della teologia. La Veritatis gaudium di papa Francesco ha offerto ai teologi delle importanti indicazioni sul tema. Per il pontefice, infatti, la ricerca teologica – oltre ad assumere l’atteggiamento dell’umiltà – deve essere in grado di dialogare con il mondo contemporaneo e, quindi, con le scienze umane e le svariate espressioni artistiche prodotte dall’uomo. Di questo tema discutiamo con Giuseppe Lorizio. Professore ordinario di Teologia fondamentale nella Facoltà di Teologia della Pontificia Università Lateranense […]

 Professore Lorizio, nel suo recente volume Semi del Verbo, segni dei tempi, sostiene l’esigenza di una “teologia in contesto”. Quali sono le peculiarità di una teologia contestuale?

Si tratta della “compagnia del testo”. La Parola di Dio attestata nelle Scritture Sante non cade dal cielo, ma si genera in un grembo-contesto di cui parla la lingua e condivide le istanze culturali…

continua la lettura su tuttavia.eu del 1 dicembre 2022

Prima cristiani poi cattolici.

Sta suscitando inquietudine e indignazione la notizia secondo cui «sarà presto formata – secondo il canale Telegram Mash – una società militare privata che agirà sotto il vessillo della Chiesa ortodossa e affiancherà le truppe regolari di Mosca in Ucraina. Ne faranno parte battaglioni ribattezzati “Croce di Sant’Andrea”, elementi “benedetti” da esponenti religiosi e destinati a partecipare alla mobilitazione strisciante (Andrea Marinelli e Guido Olimpio – Corriere della Sera)».

La notizia sarebbe da verificare e non ho gli strumenti per farlo. Potrebbe anche trattarsi di una delle tante fake news che accompagnano i conflitti e, qualora fosse tale, ne saremmo decisamente lieti. In ogni caso, al di là dell’indignazione, decisamente legittima, possiamo cogliere l’occasione per cercare di comprendere il senso di tale o simili operazioni […]

Di Giuseppe Lorizio

Continua a leggere su SettimanaNews.it 19 Novembre 2022

Il destino gentile

Discorso di Rafaella Figueredo, 250esimo Dies Academicus Pontificia Università Lateranense

15 novembre 2022

Eminenze, Eccellenze, Rettore Magnifico, Egregi professori e cari colleghi:

Fate is kind. She brings, to those who love, the sweet fulfillment of their secret longing.

«È gentile il destino. Porta, a coloro che amano, il dolce compimento del loro profondo e segreto desiderio».

Queste parole sono tratte dalla canzone scritta per il film Pinocchio del 1940, “When You Wish Upon A Star” diventato praticamente l’inno ufficiale della Disney. Impossibile per me non fare un riferimento alla Disney. Essendo cresciuta nel sud della Florida, alcuni dei momenti più belli della mia infanzia li ho vissuti lì, al parco divertimenti ad Orlando. Ma c’era un posto che per me era ancora più magico, una città vera ed eterna: Roma.

È facile sognare quando si è piccoli. L’immaginazione non ha limiti. Questa innocenza se da un lato, può cadere nell’ingenuità e nella follia, dall’altro, apre il cuore a trascendersi in modo sincero, facendo di ogni momento un piccolo “infinito”. Forse è per questo che Gesù ci insegna che per entrare nel Regno dei cieli bisogna avere il cuore da bambino. Il cuore del bambino accoglie pienamente, senza pensare alla propria inadeguatezza, alle difficoltà, perché il bambino è colui che sogna, senza freni e senza scrupoli. È questo l’atteggiamento di chi entra in un rapporto di chiamata e risposta, di grazia e di libertà.

Chi ha mai chiesto a un bambino “cosa vuoi diventare da grande?” sa che non ci sono limiti alla risposta: astronauta, cantante, ballerina, calciatore. Forse la mia risposta era ancora più anormale: teologa.  Capita spesso che mi viene chiesto: “come mai hai deciso di studiare teologia?”, e la mia risposta è sempre la stessa: perché è la mia vocazione. Non riesco ad immaginarmi su un’altra strada.

È per questo che sono grata che le mie strade mi abbiano portata a Roma, in particolare, alla Pontificia Università Lateranense, dove per sei anni ho coltivato il mio sogno di studiare teologia e dove ho conosciuto quelle persone, docenti e studenti, che mi aiutano a realizzarlo.

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Il nome o il numero: chi siamo davvero?

Il Comune di Roma riforma il regolamento per seppellire i feti umani abortiti
disponendo di adottare codici alfanumerici come identificativi.

Non si tratta di un semplice “regolamento”, ma di una normativa che sottende una visione antropologica, la quale a sua volta impone la domanda: chi siamo? Il processo in atto nella nostra società sembra sempre più orientato all’adozione di etichette alfanumeriche sugli individui, come spesso accade negli ospedali, diventati “aziende”, e ora di nuovo dichiarato nel documento del Comune di Roma (3 novembre 2022) concernente la possibilità di seppellire i feti abortiti, con una serie di distinguo, di cui è difficile comprendere il senso. [Di Giuseppe Lorizio su Avvenire, 10 Novembre 2022]

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Aborto. Il diritto alla vita non è di destra né di sinistra : così parla la ragione.

La notizia proveniente dalla patria dell’Illuminismo e della rivoluzione (la Francia) che l’aborto, almeno al momento, non possa rientrare fra i diritti costituzionali di quella nazione, significa, tra l’altro, che una scelta di morte non deve, né dovrebbe mai, essere affermata fra i diritti fondamentali dell’uomo, inteso come esser umano (uomo e donna)

Di Giuseppe Lorizio, continua lettura su Avvenire.it 27 Ottobre 2022

Per approfondire
https://www.avvenire.it/opinioni/pagine/la-giurisprudenza-della-corte-costituzionale-va-in

Il Papa e San Tommaso, maestro da contemplare

La prospettiva di pensiero di papa Francesco e quella di Tommaso d’Aquino sembrerebbero, a prima vista (superficiale) distanti anni luce, invece per coglierne il nesso profondo è di gran-
de interesse filosofico e teologico, oltre che spirituale e pastorale, il discorso pronunziato dal vescovo di Roma in occasione dell’udienza concessa ai partecipanti al Congresso
tomistico internazionale, promosso dalla Pontificia accademia San Tommaso d’Aquino…

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Dio “come” essere, Dio senza essere, Dio oltre l’essere.L’urgenza teologica di “de-nominare” Dio

Relazione del prof. Lorizio al XXII simposio Rosminiano a Stresa 24 Agosto 2022

Voi non andate giù per un sentiero filosofando: tanto vi
trasporta l’amor de l’apparenza e ‘l suo pensiero!
E ancor questo qua sù si comporta con men disdegno
che quando è posposta la divina Scrittura o quando è
torta.
Non vi si pensa quanto sangue costa seminarla nel mon-
do e quanto piace chi umilmente con essa s’accosta.
Per apparer ciascun s’ingegna e face sue invenzioni; e
quelle son trascorse da’ predicanti e ‘l Vangelio si tace.
(Paradiso, XXIX, 85-96) …

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