Corso 10334 Lezione 9-10 10e17/12/2019 – J.K. Rownling – Harry Potter

I libri, italiano e inglese

la prima bacchetta magica. Voldemort il nemico dalla nascita

Nel mondo magico Voldemort è il mago oscuro più grande e temuto, e uno tra i maghi più potenti e capaci di tutti i tempi. Egli persegue degli ideali di purezza di sangue e di superiorità della popolazione magica nei confronti di quella babbana. Dopo essere salito al potere alcuni anni prima dell’inizio della trama, dà avvio a un periodo di repressione e terrore che termina quando, nel tentativo di uccidere il neonato Harry Potter, l’incantesimo mortale scagliato contro il piccolo gli si ritorce contro riducendolo a un’ombra disincarnata e privandolo di gran parte dei suoi poteri. Riottenuto un corpo fisico nel quarto libro, tenta nuovamente di appropriarsi del mondo magico, ma è infine sconfitto grazie agli sforzi combinati di Harry e dei suoi compagni. Per via della paura che incute tra la gente, in pochissimi osano pronunciare il suo nome: dalla maggior parte delle persone è chiamato solitamente “Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato” (colloquialmente “Tu-Sai-Chi”) mentre i suoi seguaci, i Mangiamorte, si riferiscono a lui con il titolo di “Signore Oscuro”.

Lo specchio delle brame (o del desiderio)

Lo Specchio delle Emarb (precedentemente Specchio delle Brame) (ing: Mirror of Erised) è uno specchio magico che mostra quello che si brama più profondamente nel cuore. In cima si trova un’iscrizione: Emarb eutel amosi vout linon ortsom. Invertire la frase e modificare gli spazi produce questa frase: Mostro non il tuo viso ma le tue brame.[2]

Lo Specchio è stato scoperto nell’aula in disuso da Harry Potter il 25 dicembre 1991 mentre fuggiva di Argus Filch. Guardandolo, Harry vide i suoi parenti. Il giorno dopo, portò il suo amico Rohn a vedere i suoi parenti, ma invece Rohn vide sé stesso come Caposcuola e capitano della squadra di Quidditch di Grifondoro[2]«Non serve a niente rifugiarsi nei sogni e dimenticarsi di vivere»— Albus Silente[2]

Harry continuava a tornare allo Specchio, fino alla notte in cui Silente lo trovò. Spiegò a Harry la funzione dello Specchio e gli dice che lo Specchio sarebbe stato portato in una nuova dimora il giorno seguente, chiedendo a Harry di non cercarla. Prima di andare a letto, Harry chiese a Silente che cosa vede nello Specchio, e Silente rispose che si vedeva con in mano un paio di grossi calzini di lana perché i calzini non bastano mai.[2] Questo è stato un scherzo; in realtà, Silente vide la sua famiglia insieme, libera della sofferenza.

Il giorno seguente, lo Specchio è stato portato nei sotterranei per proteggere la Pietra Filosofale. Silente nascose la Pietra dentro lo Specchio. In questo modo solo una persona che volesse trovare (e non usare) la Pietra la avrebbe potuta ottenere. Chiunque avesse desiderato usare la Pietra avrebbe visto sé stesso preparare l’Elisir di lunga vita e trasformare i metalli in oro, visto che questo era il suo desiderio.[4]

La pietra filosofale

Nel 1992, Harry Potter, di fronte allo Specchio, desiderava trovare la pietra per sottrarla a Quirinus Quirrell, ma non aveva alcun desiderio di usarla, quindi vide sé stesso nell’atto di mettersi la Pietra in tasca, dove poi la trovò

Gli scacchi dei maghi

Nel 1991, la professoressa Minerva McGonagall creò una scacchiera gigante per proteggere la Pietra Filosofale a Hogwarts. Per raggiungere la camera successiva, chiunque volesse attraversare la stanza doveva vincere contro scacchi intelligentissimi.[1]

Nel 1992Harry Potter e Hermione Granger vinsero al gioco con l’aiuto di Ron Weasley, che si sacrificò affinché loro potessero continuare e proteggere la Pietra Filosofale da Quirinius Quirrell.[1]

il sangue dell’unicorno

«Soltanto uno che non ha niente da perdere e tutto da guadagnare commetterebbe un delitto del genere. Il sangue dell’unicorno ti mantiene in vita anche se sei a un passo dalla morte; ma il prezzo da pagare è tremendo. Poiché hai ucciso una cosa pura e indifesa per salvarti, dall’istante che il sangue tocca le tue labbra non vivrai che una vita a metà, una vita maledetta.» (Fiorenzo, il centauro della Foresta proibita)

L’ordine della fenice

video estratto dalla mattinata fantasy (guardare intorno al minuto 18.00)

l’amore: un segno che rimane nella pelle

Nel 1979 Lily Potter rimase incinta. Allo stesso tempo Sybill Trelawney fece una profezia a cui Albus Silente assistette. Secondo lei, colui con il potere di sconfiggere Lord Voldemort sarebbe nato alla fine di luglio. Severus Piton udì la profezia e la riportò al suo maestro, ma fu inorridito quando Voldemort pensò che il bambino della profezia fosse il figlio di Lily, Harry Potter. Voldemort iniziò una caccia ossessiva ai Potter. Temendo per la sicurezza di Lily, la donna di cui era ancora innamorato, Severus cambiò fazione, facendo il doppio gioco per Silente. 

Lily e James si nascosero in una casa a Godric’s Hollow, affidando il segreto della loro residenza ad un Custode Segreto, ruolo per cui fu scelto Peter Pettigrew; inizialmente, per questo ruolo, era stato designato Sirius, l’amico fidato di James, ma quest’ultimo suggerì di scegliere Pettigrew (un altro amico di Potter) convinto che fosse un bersaglio fuori dai radar dei Mangiamorte. Pettigrew, però, che era in realtà un Mangiamorte da molto tempo e passava informazioni sui Potter a Voldemort da mesi, rivelò all’Oscuro signore l’ubicazione di Lily e James.

Piton chiese al suo maestro di risparmiare Lily, e Voldemort decise di dare una possibilità alla donna. Voldemort offrì a Lily Evans la possibilità di salvarsi se avesse rinunciato a difendere il bambino ma lei rifiutò. Il 31 ottobre 1981, Lily fu uccisa proteggendo il suo figlio, fornendogli una protezione potentissima. Lily non morì a vuoto: Voldemort non poté fare male al bambino e, provando ad ucciderlo, l’anatema si ritorse contro il suo stesso creatore, lasciando il piccolo Harry incolume se non per una cicatrice a forma di saetta sulla fronte.

Gli horcrux, la divisione dell’anima di Voldemort in diverse parti

Un Horcrux è un oggetto che contiene un frammento dell’anima del suo creatore. Lo scopo principale che spinge a ricorrere a questo espediente è vincere la morte, in quanto, anche se si viene colpiti mortalmente, la parte di anima contenuta nell’Horcrux garantisce di sopravvivere in una forma di semi-vita spirituale, dalla quale si può tornare in pieno possesso del proprio corpo e delle proprie forze grazie all’aiuto di particolari sostanze, incantesimi o pozioni. Si tratta quasi certamente della magia più oscura mai creata, in quanto per creare un Horcrux è necessario compiere un incantesimo estremamente complicato che richiede che l’anima sia stata precedentemente scissa, e l’unico modo che una persona ha per dividere la propria anima è commettere il gesto più malvagio possibile, cioè un omicidio. Anche animali possono essere trasformati in Horcrux, sebbene siano solitamente considerati più rischiosi di oggetti inanimati in quanto agiscono di propria volontà. Non c’è limite al numero di Horcrux che una persona può creare, ma con il progressivo spezzettamento dell’anima dell’utilizzatore in parti sempre più piccole, questi inizia a perdere la sua umanità e la sua anima diventa progressivamente più instabile e deteriorata.

Gli Horcrux non possono essere distrutti con mezzi e magie tradizionali ma devono essere danneggiati in modo irreparabile, affinché l’oggetto e la parte di anima del creatore siano distrutti. Gli unici oggetti magici o incantesimi conosciuti in grado di farlo sono il veleno del Basilisco e l’Ardemonio. Un altro modo per eliminare un Horcrux è che chi lo ha creato inverta il processo consentendo alla propria anima mutilata di tornare allo stato originale: l’unico sistema conosciuto per attuare questa inversione consiste nel provare un profondo e sincero rimorso per quello che si è fatto, avendone la piena consapevolezza. Si tratta di un processo molto doloroso, la cui riuscita non è certa, e che anzi può facilmente essere fatale.

Gli Horcrux creati da Lord Voldemort e la loro distruzione sono centrali nella trama degli ultimi due libri della serie. Voldemort scelse deliberatamente per i suoi Horcrux degli oggetti preziosi o che hanno per lui un valore affettivo notevole. Questi sono: la coppa appartenuta a Tosca Tassorosso, il medaglione di Salazar Serpeverde, il diadema di Priscilla Corvonero, il diario che aveva da giovane, l’anello dei Peverell tramandato ai Gaunt e contenente la Pietra della ResurrezioneNagini e Harry Potter[9][6].

J. K. Rowling non ha mai dichiarato l’etimologia del nome Horcrux; in base al fatto che la scrittrice si sia ispirata, per altri nomi, alla lingua sassone, la saggista Marina Lenti ha ipotizzato che possa derivare dal sostantivo horh, fra i cui significati c’è quello di “umore” inteso come fluido biologico, e cruce, indicante un piccolo contenitore destinato a contenere liquidi come l’olio o l’acqua. Pertanto tale etimologia si accorderebbe con il significato di “contenitore di essenza”, intesa come “anima”[10].

Nel filmato Harry Potter convince Lumacorno ad donargli il suo vero pensiero riguardo al dialogo avuto con il suo giovane studente Tom Riddle di modo da comprendere le sue intenzioni. Silente, dopo aver visto il ricordo insieme ad Harry nel pensatoio, comprende dunque che la divisione dell’anima è riuscita all’adulto Voldemort.

L’ultimo nemico ad essere distrutto…

Sulla tomba dei genitori di Harry Potter appare la citazione biblica “The last enemy that shall be destroyed is death” ( 1 Cor 15:26 )

And tears came before he could stop them, boiling hot then instantly freezing on his face, and what was the point in wiping them off or pretending? He let them fall, his lips pressed hard together, looking down at the thick snow hiding from his eyes the place where the last of Lily and James lay, bones now surely, or dust, not knowing or caring that their living son stood so near, his heart still beating, alive because of their sacrifice and close to wishing, at this moment, that he was sleeping under the snow with them. (16.92)

Harry’s reaction at his parents’ gravesite is to reflect upon their sacrifice – what was the point, when it just left him alone anyway? Again, we’re asked to consider the cruelty of sacrifice; somebody’s always hurt, even if they’re the one being saved.

“‘The last enemy that shall be destroyed is death’…” A horrible thought came to him, and with it a kind of panic. “Isn’t that a Death Eater idea? Why is that there?”

“It doesn’t mean defeating death in the way the Death Eaters mean it, Harry,” said Hermione, her voice gentle. “It means… you know… living beyond death. Living after death.”

But they were not living, thought Harry: they were gone. The empty words could not disguise the fact that his parents’ moldering remains lay beneath snow and stone, indifferent, unknowing. (16.92)

Harry’s fear of death is apparent here – it’s the great unknown, after all, and there’s no evidence given that there is life after death. To him, his parents’ grave just bespeaks the silence, loneliness, and indifference of the great divide.

Harry drew closer, gazing up into his parents’ faces. He had never imagined that there would be a statue. […] How strange it was to see himself represented in stone, a happy baby without a scar on his forehead… (16.57)

The sense of what might have been weighs heavily upon Harry in Godric’s Hollow; he can’t help but wonder what life would have been like if he wasn’t the Chosen One. The image of himself as an infant seems particularly confusing – after all, what would Harry be like without his scar, without his mission?

I doni della morte

I Doni della Morte (Deathly Hallows) sono tre oggetti magici leggendari descritti ne I Doni della Morte. Secondo la leggenda, ripresa dal racconto La storia dei tre fratelli presente nel libro Le fiabe di Beda il Bardo, furono creati dalla Morte stessa su richiesta di tre fratelli che erano riusciti a evitarla. Il maggiore chiese una bacchetta magica invincibile, il secondogenito richiese un oggetto in grado di riportare in vita i propri cari deceduti, mentre il minore optò per un mantello col potere di rendere l’utilizzatore invisibile perfino alla Morte. I protagonisti del racconto sono generalmente identificati come i tre fratelli Peverell: Antioch, Cadmus e Ignotus, appartenenti a un’antica famiglia magica poi estintasi in linea maschile e dalla quale i doni sarebbero poi stati tramandati attraverso le generazioni. A detta di Silente, invece, è più probabile che i fratelli Peverell, inventori ingegnosi e di talento, abbiano creato da soli i tre oggetti[1].

I Doni della Morte sono ritenuti oggetti magici di straordinaria potenza, e secondo la leggenda riunirli tutti e tre renderebbe il possessore il padrone e conquistatore della Morte; per questo nel corso dei secoli in molti hanno tentato di scovarli e di impossessarsene, tra cui Gellert Grindelwald e Albus Silente[1]. Il simbolo dei Doni della Morte è costituito da una sorta di occhio triangolare dalla pupilla verticale. In maniera stilizzata la linea verticale raffigura la Bacchetta di Sambuco, il cerchio la Pietra della Resurrezione e il triangolo il Mantello dell’Invisibilità. Poiché Grindelwald aveva disegnato il simbolo dei doni su un muro di Durmstrang, il simbolo è da alcuni erroneamente considerato il marchio del mago oscuro.

Le lacrime di Severus Piton

Dopo il ritorno di Voldemort, Silente chiede a Piton di tornare a fare da spia tra i mangiamorte; quando il preside si rende conto che Harry condivide un legame mentale con lo stregone oscuro, chiede a Piton di insegnargli l’Occlumanzia, ma il disprezzo reciproco che lega il professore e lo studente impedisce a quest’ultimo di padroneggiare la tecnica, facendolo cadere in una trappola ordita da Voldemort: Piton, tuttavia, riesce ad avvertire l’Ordine che si prodiga per salvare il ragazzo, ma l’azione termina con la morte di Sirius[18]. Quando poi Silente, da tempo alla ricerca degli Horcrux di Voldemort, si presenta a Hogwarts in fin di vita a causa di una maledizione posta a difesa dell’Anello di Orvoloson Gaunt, Piton riesce a limitarne gli effetti, avvertendo tuttavia che, a causa di essa, non sarebbe vissuto per più di un anno; gli rivela inoltre che il giovane Draco Malfoy, unitosi da poco ai Mangiamorte, intende ucciderlo su ordine di Voldemort. Insieme pianificano quindi la morte del Preside, per impedire che il ragazzo si macchi di omicidio: Piton stringe quindi un Voto Infrangibile con Narcissa Malfoy, con il quale si impegna a uccidere Silente nel caso in cui Draco avesse fallito. Nel mentre apprende che Harry è destinato a morire per eliminare Voldemort, poiché la notte che questi ha fallito nell’ucciderlo lo ha anche reso un Horcrux involontario. In quell’anno viene finalmente nominato professore di Difesa contro le Arti Oscure e, quando al termine dell’anno Silente si presenta ad Hogwarts notevolmente indebolito dalle difese poste a guardia del medaglione di Serpeverde assieme a Harry, porta a compimento il loro piano uccidendo il Preside e fuggendo da Hogwarts assieme ai Mangiamorte[19]. Dopo la caduta del Ministero nelle mani di Voldemort, Severus viene nominato Preside, venendo poi obbligato ad assumere i due Mangiamorte Alecto e Amycus Carrow come insegnanti di Babbanologia e Difesa contro le Arti Oscure, quest’ultima trasformata in un corso di sole Arti Oscure. Nonostante ciò supporta di nascosto Harry nella sua ricerca degli Horcrux, donandogli la Spada di Grifondoro attraverso il suo Patronus: una cerva d’argento, come il Patronus di Lily. Quando Harry torna ad Hogwarts, Piton è costretto a fuggire dagli altri professori. Nascostosi nella Stamberga Strillante, viene raggiunto da Voldemort: questi, convinto che Piton sia il vero padrone della Bacchetta di Sambuco in quanto assassino di Silente, suo precedente proprietario, ordina al suo serpente Nagini di ucciderlo. Prima di morire, chiede a Harry di guardarlo, per poter vedere un’ultima volta gli occhi di Lily, e gli dona i suoi ricordi che gli rivelano il suo profondo amore, mai cessato, e il destino del ragazzo[20][15].

Consegna di Harry Potter e consolazione dei suoi cari evocati tramite la pietra della risurrezione

La Pietra della Resurrezione (Resurrection Stone) è una pietra in grado di rievocare i morti in uno stato di semi-vita[5]. Secondo la leggenda la Pietra della Resurrezione venne donata dalla Morte a Cadmus Peverell, il quale la usò per riportare in vita la sua fidanzata deceduta; ella divenne però triste e malinconica perché non apparteneva al mondo dei vivi, e così Cadmus, pazzo di dolore, si suicidò per raggiungerla nell’aldilà. La pietra venne ereditata dalla famiglia Gaunt che la incastonò in un anello tramandandolo poi di generazione in generazione come cimelio di famiglia. Quando l’anello giunse infine in possesso di Orvoloson Gaunt, del valore della pietra si era persa definitivamente la memoria. Ignorando anch’egli la natura della pietra, Voldemort trasforma l’anello in un Horcrux. Quando Albus Silente distrugge l’Horcrux ne Il principe mezzosangue, recupera la pietra e la nasconde nel boccino d’oro lasciato in eredità a Harry.

Questi usa la Pietra della Resurrezione nella Foresta Proibita per evocare gli spiriti dei suoi genitori, di Sirius Black e di Remus Lupin, i quali lo rassicurano e gli infondono coraggio prima che il ragazzo si consegni a Voldemort. Harry perde poi la pietra nella foresta, ma dopo la sconfitta di Voldemort decide di non cercarla e di non rivelare la sua posizione a nessuno nella speranza che di essa si perdano le tracce

Morte di Harry Potter e dialogo con Silente

Dopo aver concesso un ultimatum a Harry, dicendo che avrebbe lasciato vivere tutti se si fosse fatto uccidere, Lord Voldemort lo attende nella Foresta Proibita; al giungere del ragazzo lo attacca con l’Avada Kedavra, colpendolo in pieno e distruggendo definitivamente il frammento della propria anima presente in Harry (l’horcrux che era stato creato da Voldermort stesso nel tentativo di uccidere Harry Potter alla nascita).

Nel dialogo in una sorta di limbo pieno di luce, Silente spiega ad Harry che Voldemort con il suo ultimo attacco ha distrutto l’horcrux che viveva in Harry.

Harry viene dichiarato poi pubblicamente morto dalla madre di Draco Malfoy (anche se in segreto serba la speranza che sia Harry che Draco possano vivere entrambi).

Discorso di Neville Paciock e risurrezione di Harry Potter

Al suo ingresso a Hogwarts con quello che crede il cadavere di Harry, viene sfidato da Neville Paciock, che nonostante gli attacchi riesce a uccidere Nagini, l’ultimo suo Horcrux rimasto, con la spada di Grifondoro. Durante la battaglia Harry si rivela ancora vivo, poiché il sangue che Voldemort ha utilizzato per riottenere una forma fisica ha fatto sì che la protezione nata dal sacrificio di Lily restasse sempre attiva. Il ragazzo gli rivela la verità sulla morte di Silente e su come il vero padrone della Bacchetta di Sambuco sia in realtà Harry stesso: il mago oscuro non può quindi ucciderlo ma, furibondo, lo attacca. Quando gli incantesimi dei due si scontrano, il sortilegio mortale di Voldemort gli si ritorce contro, uccidendolo definitivamente[47].

Distruzione dell’ultimo horcrux e morte di Voldemorth

Distruzione della bacchetta di sambuco

La Bacchetta di Sambuco (Elder Wand) è la più potente delle bacchette magiche esistenti, tanto che viene ritenuta invincibile nelle mani del suo legittimo proprietario e capace di imprese magiche impossibili per bacchette convenzionali. Essa è realizzata a partire da materiali non convenzionali come il legno di sambuco per il corpo e un nucleo di crine di thestral. Secondo la leggenda la Bacchetta di Sambuco venne donata dalla Morte ad Antioch Peverell, un uomo bellicoso che desiderava uno strumento degno di un mago che aveva sopraffatto la Morte. A causa della sua formidabilità la bacchetta divenne il Dono della Morte più ambito e nel corso dei secoli cambiò numerose volte padrone. Poiché quasi sempre ciò avvenne in modo violento e con l’uccisione del proprietario precedente, si diffuse il falso mito che per impadronirsene non fosse sufficiente disarmare il proprietario ma si dovesse necessariamente assassinarlo. In realtà essa si comporta esattamente come ogni altra bacchetta, sebbene non mostri alcuna lealtà verso il suo attuale proprietario ma sia solo interessata alla ricerca di potere. La Bacchetta di Sambuco giunge infine al fabbricante di bacchette Gregorovich, al quale viene rubata da Gellert Grindelwald; quando poi Silente sconfigge il mago oscuro diviene anche il proprietario della bacchetta[4].

Alla morte di Silente ne Il principe mezzosangue la bacchetta viene seppellita con lui, ma, scoperto che si tratta della Bacchetta di Sambuco, Voldemort profana la tomba e se ne impossessa. Lo strumento si rifiuta tuttavia di ubbidirgli, in quanto Draco Malfoy ne era diventato inconsapevolmente il legittimo proprietario dopo aver disarmato Silente. In seguito Harry disarma Draco, e la bacchetta si piega quindi al suo volere, così che nella battaglia finale contro Voldemort il giovane riesce a prevalere. Dopo aver sfruttato i suoi enormi poteri per riparare la sua bacchetta originale, Harry la ripone nella tomba di Silente, sperando che alla sua morte ella perda i suoi poteri. Nel film I Doni della Morte – Parte 2 invece la spezza in due gettando i resti nel vuoto.

letture consigliate

Harry Potter: Harmless Christian Novel or Doorway to the Occult?

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