Corso 10377_Tecnica,Tecnologia: incontro/scontro con il corpo umano

Alcune premesse

Significato greco tecnica: il termine greco τέχνη veniva usato per indicare il lavoro artigianale (la produzione fisica di manufatti utili per la vita dell’uomo) e l’arte in senso stretto come espressione del suo estro (ad esempio nella raffigurazione tramite la pittura e la scultura).

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Il peccato della tecnica moderna (rispetto all’originarietà greca, per come espresso ne La questione della tecnica di Heidegger)[1] è dunque insito nella misura in cui il nuovo sapere è volto al “padroneggiamento” dell’ente stesso, tanto che l’aggiunta di altri enti oltre a quelli già spontaneamente presenti nella φύσις, porta ad uno “sconvolgimento” rispetto all’iniziale equilibro/contemplazione tra natura, lavoro artigianale ed espressione tramite opere d’arte.

[1] Cfr. M. Heidegger, La questione della tecnica, in Id., Saggi e discorsi, Mursia, Milano 1976, pp. 5-27. Cfr. anche Id., Pensieri-guida sulla nascita della metafisica, della scienza contemporanea e della tecnica moderna, Bompiani, Milano 2014, pp. 545-612.

Heidegger rinviene questo sconvolgimento a partire dalla distinzione, e dalla successiva manipolazione, tra forma e materia: da qui la τέχνη originaria perde la sua forza semantica. L’uomo, svincolato da ogni legame con la natura, stabilisce come l’ente vada pensato, costruito e fruito. Si passa dunque [per l’uomo] dal ruolo di semplice contemplatore/scopritore/custode di un ordine già messo/preesistente [da un Altro trascendente] (ordine che necessitava dell’uomo soltanto per concretizzarsi/manifestarsi più pienamente) al ruolo di colui che attribuisce il significato all’ente provvedendo la sua entificazione. [Cf. Staffolani, Il principio di causalità…, 437-439]

L’essere umano trova la tecnica e la tecnologia fuse in sé stesso. Un esempio la mano. Nell’uso quotidiano ci sfugge la “tecnologia” che abbiamo nel nostro corpo e che usiamo in maniera naturale senza accorgerci della complessità che mettiamo in atto.

L’unione delle parti non è soltanto un insieme interconnesso, ma c’è un di più che trascende il corpo, che va oltre il corpo, che si vede attraverso il corpo.

Per la comprensione dell’evoluzione e pervasività tecnologica e delle sue ripercussioni sull’umano prendiamo come confine ideale di interazione la nostra pelle, la frontiera che separa il nostro corpo dal resto del creato [Cf. Staffolani, Il principio di causalità…, 449-459].

Primo livello: uomo padrone – tecnologia strumento/mezzo esecutore

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Nel primo livello possiamo idealmente pensare all’uomo come il padrone e alla tecnologia come la “serva esecutrice” . Il motivo per cui l’uomo crea gli strumenti più semplici, fino alla macchina più complessa, è per essere sollevato dalle mansioni lavorative più gravose, secondo un modello che si è affermato dopo la rivoluzione industriale. Successivamente le macchine sono passata dall’essere un semplice aiuto alle capacità dell’uomo al conveniente rimpiazzo massivo di ogni sorta di lavoro. (human replacement?). Appaiono chiari i confini: la tecnologia è separata dall’uomo e utilizzata per uno scopo circoscritto.

Secondo livello: uomo e tecnologia “a contatto”

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La miniaturizzazione permette di costruire dispositivi sempre più piccoli, e con meno bisogno di consumo energetico, tanto che possono diventare portatili e wireless. La tecnologia diventa “indossabile” e può stare sempre a stretto contatto con l’umano. E’ ancora distaccarsi fisicamente da essa, anche se occorre considerare tutti i condizionamenti che l’uso prolungato ha sull’equilibrio psicofisico umano.

Terzo livello: uomo e tecnologia verso un ente unico

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L’interazione tra uomo e tecnologia diventa integrazione. La tecnologia può diventare una parte perenne dell’umano, tanto che disocciarsi da essa provocherebbe molti disagi. Il processo diventa irreversibile.

Alcune definizioni

Utilizzeremo diversi vocaboli per descrivere il tempo attuale. Essi sono tecnica e tecnologia, macchina e IA (intelligenza artificiale). Ne diamo una definizione indicativa.

Con tecnica intendiamo il complesso delle attività umane che, su basi empiriche o applicando a fini pratici nozioni scientifiche più complesse, tendono alla creazione di strumenti e apparati atti a migliorare materialmente le condizioni di vita dell’uomo.

Con tecnologia intendiamo gli oggetti materiali o i risultati applicativi prodotti attraverso la tecnica.

Con i termini macchina e IA intendiamo in senso figurato sottolineare la capacità della tecnologia di operare in modo sempre più autonomo e complesso, tanto da porsi in competizione con l’umano. Mentre macchina poi fa riferimento ad una complessità materiale ed hardware (quindi identifica i “pezzi” tecnologici), l’IA fa riferimento alla parte “software”, cioè l’algoritmo e la programmazione che può risiedere “dietro” la macchina, oppure istanziarsi senza una materialità specifica.


Ibridazione

Che cosa è il corpo umano? è possibile ripararlo? La tecnologia fornisce la possibilità di commistionare carne ed ossa con metallo plastica silicone … meccanica, elettronica, chimica, medicina … tutto concorre al ripristino ibridato del corpo.

Un esempio: stampare in 3d la nuova mano

L’interazione prevede la “lettura/conoscenza” da parte della tecnologia di impulsi provenienti dalla parte umana. L’arto bionico infatti deve ricevere istruzioni su come muoversi, oppure in autonomia la tecnologia stessa può adattarsi all’attività che l’umano sta facendo sopperendo anche ad una eventuale mancanza di decisione.

Embodiment

L’armonia del corpo umano è un complesso equilibrio di tutte le parti con l’intero. Ripristinare ad esempio la possibilità di camminare con una protesi troppo elementare comporta movimenti anomali a tutte le altre parti del corpo, e quindi dolore per la non perfetta integrazione.

La modella dalle “gambe d’oro”. Ripristinare l’umano non significa soltanto riportare ad una funzionalità interrotta, come ad esempio camminare. Il corpo umano ha in se anche bellezza. La relazione sociale con gli altri passa in prima istanza attraverso l’armonia del corpo. Le persone amputate rischiano di limitare la loro socialità per via della reazione istintiva degli altri. L’integrazione delle parti mancanti o ferite significa anche integrazione sociale.

Per ripristinare gli effetti negativi accaduti nella nostra storia, oppure fin dalla nascita.

Evoluzione biologica. E oltre.

Superare i propri confini. La possibilità di recuperare una funzionalità umana, con sempre minori costi e maggiore efficacia permette all’intelletto umano di pensare oltre, di spingersi oltre. Perché invece di riparare non possiamo utilizzare la stessa tecnica/tecnologia per creare qualcosa di nuovo? perché non mettere al posto della mano uno strumento per la musica? perché non avere un arto bionico diverso in base all’attività che dobbiamo fare?