Corso 10377_Confini, Inizio e fine dell’universo

Che cosa è l’universo? da chi/cosa è causato? quale è il suo fine/la sua fine?

La prima domanda che possiamo porci allo stato attuale delle nostre conoscenze dell’universo è finito o infinito? L’astrofisico risponde introducendo il concetto scientifico di universo osservabile e curvatura dello spazio tempo. Quello che possiamo desumere dalle evidenze sperimentali è che conosciamo (e possiamo conoscere) soltanto una regione limitata dell’universo perché l’informazione che può giungere ai nostri strumenti è limitata dal tempo in cui essa può essersi propagata (età finita dell’universo) e dalla massima velocità di propagazione dell’informazione stessa (la velocità della luce è una costante finita). Non si può dire praticamente nulla, se non appunto speculativamente dell’oltre il confine osservabile.

Seppur possiamo conoscere una misura osservabile dell’universo, le dimensioni (e i tempi) in gioco sono veramente astronomici! Se la storia dell’universo fosse scritta in un libro… tutta la nostra civiltà umana di migliaia di anni, sarebbe nell’ultima lettera, nell’ultima riga dell’ultima pagina di tale libro (da 50s in poi)

Fino a poco tempo fa, anche la visione scientifica dell’Universo era quella di un’esistenza eterna e senza cambiamenti. Dopo la scoperta di un universo in espansione (legge di Hubble) ad opera di Edwin Hubble (e del meno conosciuto Lemaitre) all’inizio del XX secolo, la nozione di un inizio e, di conseguenza, di una fine fu all’improvviso soggetta all’investigazione scientifica.

Per quanto riguarda l’inizio dell’universo, la teoria più accreditata è quella del big bang (e in maniera meno condivisa) la sua estensione detta inflazione cosmica) ossia di un momento iniziale in cui tutta la massenergia dell’universo era concentrata in uno spazio estremamente piccolo, denso e caldo.

Piuttosto che di una iniziale esplosione (che presupporebbe uno spazio e un tempo previ in cui l’espansione avverrebbe) si deve parlare di una contemporaena espansione della massenergia e dello spazio tempo. Dunque non solo le cose si muovono e si espandono nell’universo ma la stesso tessuto spaziotemporale da sempre è continua espansione.

Ma quali sono le cause del big bang? La scienza non può rispondere in maniera definitiva su questo. E’ bene fissare il concetto che seppur possiamo tornare indietro nella storia del nostro universo, vi è un confine di tempo, che seppur piccolissimo (frazioni infinitesime di secondo), non può essere ricostruito a partire dai dati, ma soltanto ipotizzato dalla estrapolazione dei modelli matematici, oppure soltanto immaginato.

Per quanto riguarda la fine dell’universo, la teoria più accredita in base agli attuali valori di certe costanti che possiamo misurare, è la morte termica dell’universo, uno stato finale in cui la strutturazione dell’universo per come la conosciamo ora finirà. L’espansione dell’universo farà aumentare la distanza tra le varie galassie al punto che ognuna resterà isolata e non visibile dalle altre, fino al punto in cui, spegnendosi anche le ultime stelle tutto si dissolverà nel buio. (da 2m e 37s fino a 4.06, la seconda possibilità citata dallo youtuber … è un esercizio di fantasia).

Per quanto riguarda il fine. Ci si accorge che una descrizione fisica per quanto accurata, o per quanti dati possiamo ricavare sull’inizio e sul presente, anche per prevederne la disposizione geometrica, e quindi decretarne l’eventuale configurazione futura, questo non dice nulla sul perché c’è l’universo piuttosto che il nulla, sul perché sia stato eventualmente messo in moto da qualcuno, sul perché in esso si sia sviluppata la vita e anche quella che consideriamo intelligente.

(cf documento di Giovanni Paolo II udienza generale 10 luglio 1985)