Corso 10377_Realtà_Estesa

Come è possibile modificare/produrre una nuova realtà? come cambia l’interazione dell’uomo con la realtà fisica tramite la tecnologia?

Realtà aumentata - Wired
Sul display dello smartphone appare l’immagine reale aumentata con la sovrapposizione di personaggi di fantasia

Un Pokémon che corre per strada davanti a noi sullo schermo? Un’immagine a 360° di un immobile in vendita in un altro stato? Un album da colorare in cui le figure dopo essere state dipinte appaiono in 3D? Questi sono tutti esempi di realtà estesa o XR, abbreviazione di “cross reality”. Questo termine include tutte le tecnologie immersive che ampliano il nostro mondo reale e lo combinano a elementi virtuali.

Competenze in realtà aumentata e virtuale per Industria 4.0 - Ricomincio da  4
La Realtà Aumentata non solo come fenomeno di gaming

 

Le nuove tecnologie di realtà estesa, configurate come realtà virtuale e realtà aumentata sono le prime tecnologie che cercano di operare senza una interfaccia operativa, come mouse, tastiera e monitor tipici del computer, cioè senza apparati tecnici che fisicamente si interpongono in maniera tra utente e realtà. Lo scopo è quello di permettere un’interazione più naturale tra essere umano e contenuto (mondo) digitale.

Grazie alle capacità del cervello, l’essere umano pur consciamente consapevole della interazione tecnologica interposta, può sviluppare un “senso di presenza” nella fusione, a diversi livelli, tra la percezione della realtà fisica e della realtà digitale, specialmente nell’esperire le emozioni. I ricercatori definiscono queste come “tecnologie trasformative”, cioè tecnologie capaci di ricreare un ambiente simulato ma con un livello di definizione tale che le emozioni sono talmente realistiche, da indurre un cambiamento personale permanente.

L’impatto di queste tecnologie è quindi dirompente, e in diversi campi di applicazione: dal trattamento del dolore, all’apprendimento, alla collaborazione remota, al marketing (dove giganti come Facebook stanno investendo miliardi), all’intrattenimento, cioè poter sviluppare le emozioni di esperienze reali stando comodamente seduti, connessi ed equipaggiati con dispositivi che ci facciano fruire una realtà alternativa ad un tempo libero troppo monotono.

La Realtà Aumentata (AR) è una tecnologia che sovrappone immagini e dati (forniti da un computer o da uno smartphone) al campo reale visivo dell’utente, ottenendo quindi una immagine composita tra mondo reale e mondo digitale. Questo primo livello di tecnologia garantisce poca interazione con lo spazio circostante, riducendo però la necessità di costose telecamere di profondità. Questo è il motivo per cui la realtà aumentata è la tecnologia immersiva ad oggi più diffusa: essa può essere utilizzata sia con hardware standard (il telefonino anche a basso costo) o display esplicitamente indirizzati ad un utilizzo professionale.

cos'è la realtà aumentata

La complessità della realtà aumentata cresce nella misura in cui tecnicamente si può “customizzare il mondo reale”: come può la telecamera dello smart riconoscere gli oggetti e aggiungervi dei dati? Attraverso “marker” (QR code evoluti) o più complessi algoritmi di computer vision, una branca dell’intelligenza artificiale, che riescono a risalire alla profondità dell’oggetto avendo di esso soltanto alcune prospettive bidimensionali.

Realtà virtuale: cos'è e quali sono le sue applicazioni in psicoterapia?
Cosa succede se la tecnologia diventa completamente immersiva? Si può pensare una vita completamente digitale?

La Realtà Mista (MR), a volte identificata come realtà ibrida, è la fusione tra mondo virtuale e mondo reale. L’idea è produrre nuovi ambienti e visualizzazioni dove oggetti reali e virtuali coesistono in tempo reale. Secondo molti appassionati e studiosi di MR, è la tecnologia che reinventerà il modo con cui gli esseri umani interagiscono con gli ambienti digitali.

La realtà mista necessita di hardware dedicato, che può essere stand-alone (funzionare in modo autonomo) o collegato ad un computer. Anche se attualmente il collegamento al computer garantisce performance migliori, il mercato si sta orientando su componenti standalone che possono dare maggiore libertà all’utente di muoversi e maggiore sensazione di immersione nella

La Realtà Virtuale (VR) è un ambiente artificiale ricreato attraverso un software e presentato all’utente in modo che sospenda la percezione della realtà esterna, e si convinca di essere nel mondo digitale come fosse per lui una nuova realtà.

Attraverso un computer, la realtà virtuale è generalmente esperita soltanto attraverso due dei cinque sensi: la vista e l’udito. Sono in corso diversi tentativi di sviluppo di interfacce aptiche (che riproducano una interazione anche con gli altri sensi) ma al momento non abbiamo ancora uno standard di mercato: al contrario, quasi tutti i principali produttori di hardware hanno realizzato un proprio visore VR.

Un hardware speciale è richiesto per esperire la Realtà Virtuale, in particolare un visore HMD che si monta come fosse un casco integrale (Head Mounted Display). Esistono diversi tipi di visori sul mercato: collegati ad un potente personal computer (come l’HTC Vive o l’Oculus Rift), stand-alone a 6 gradi di libertà (come l’HTC Vive Focus), e stand-alone a 3 gradi di libertà, generalmente una combinazione tra un cellulare e un visore di cartone o altri visori di fascia bassa (come l’Oculus Go)

Realtà virtuale in un ambiente 3D - Tecnologie - ANSA.it

Sitografia:

https://www.ionos.it/digitalguide/online-marketing/vendere-online/realta-estesa-xr/

esempi di un mondo super reale

Come possiamo immaginare un futuro in cui questa tecnologia diventi ordinaria, come è attualmente l’uso di uno smartphone? Le idee sono differenti e ci raggiungono sia attraverso le caratteristiche dei prodotti reali, sia attraverso le provocazioni dei videogames, sia attraverso i film di fantascienza che propongono usi più o meno massivi ed esiti più o meno umani.

Dal caso in cui la realtà aumentata è un discreto supporto alla vita reale, oppure un mondo alternativo a quello reale, o ancora al caso in cui la realtà virtuale è cosi onnipresente che pur basandosi sempre sul reale senza di essa lo fa sembrare vuoto e anonimo.

versione light

versione alternativa

versione candy & dark

Domande di riflessione

L’espressione della causalità nei confronti del creato. Quale è il ruolo dell’essere umano nei confronti della creazione? il suo compito di custode e coltivatore fin dove può spingersi? Quale rapporto deve rimanere tra il classico “reale naturale” e il “reale artificiale/culturale”?

L’espressione della causalità verso sé stessi. Come viene percepita la propria identità se è possibile simulare l’interazione con la realtà in prima persona in modo completamente differente dalle proprie caratteristiche biologiche naturali? Letteralmente fare l’esperienza di essere un altro?

L’espressione della causalità verso gli altri. Che cosa significherebbe una società in cui invece di interagire personalmente e fisicamente ci si affidasse completamente all’uso di un avatar?