Duns Scoto e l’immacolata concezione

Duns Scoto è un film di genere Drammatico del 2011 diretto da Fernando Muraca con Adriano Braidotti. Durata: 90 min. Paese di produzione: Italia.

Passaggi interessanti per la teologia fondamentale:

A. volontà, intelletto, libertà e verità

  1. [1.52-3.50] Discorso sull’intelletto e sulla volontà. Primato di volere il bene rispetto al conoscere il bene. Gravità della corruzione della volontà rispetto a quella della intelligenza.
  2. [3.50]Libello di Filippo IV contro il papa Bonifacio VIII
  3. [07.00] Discorso sul significato della libertà. “Se non si può peccare non si è liberi”. Anselmo: “Poter peccare non è libertà, ne parte della libertà”. Peccare non è espressione di vera libertà. La libertà è per amare Dio e santificarsi.
  4. [08:18] discorso su ciò che è vero. E’ semplicemente perché Dio arbitrariamente nella sua onnipotenza decide cosi, ma potrebbe anche essere il suo contrario? oppure c’è un ordine intrinseco nell’essenza divina che ci assicura che il bene è bene?
  5. [08:55] Agimus tibi gratias, omnipotens Deus, pro universis beneficiis tuis. Qui vivis et regnas in saecula saeculorum. Amen. (A te rendiamo grazie, o Dio onnipotente, per tutti i tuoi molti benefici. A te. che sei il Vivente e il Re dei secoli. Così sia)

B. Un mondo diverso da quello creato? con un ordine diverso?

6. [14.50-17.45] Avrebbe potuto Dio creare qualcosa di diverso da quello che ha creato, anche il contrario di quello che ha fatto? L’onnipotenza di Dio è al di sopra di tutto, anche di quello che noi consideriamo essere bene o male?

NO! […] Ogni ordine possibile, infatti, in quanto proveniente da Dio, riflette la perfezione di Dio. Che Dio è volontà sommamente libera e onnipotente è vero, ma per cosi dire un “limite” ce l’ha, è incapace di operare se non nella direzione del bene e del vero. Dio ci spinge alla bellezza e non può contraddirsi. […] Per questo tutto quello che Dio vuole è sempre ragionevole e secondo giustizia. La libertà perfetta di Dio non è mai arbitrio, Dio è amore.

[18.00] Il ragionamento per essere ben appreso, deve essere calato nel nostro interiore attraverso la contemplazione del crocifisso. L’argomento di pensiero viene confermato dalla realtà tangibile della vita

C. Il Padre e il sacrificio del Figlio

[19.22-21.36] la logica del sacrificio, non è essa la più arbitraria di tutte da parte del Padre verso il Figlio? [Duns Scoto] Si è contro la logica umana e naturale, ma non contro la sua logica soprannaturale divina. Dio ha voluto salvare il genere umano caduto. Non c’era bisogno (necessità) che Cristo patisse una passione cosi cruenta, ma l’ha fatto ugualmente, liberamente, per noi. Cosi che vedendolo sulla croce noi ci pentissimo dei nostri peccati. E davanti ad un così grande amore ci sentissimo “più obbligati” ad amarlo… affinché guardandolo ci salvassimo e potessimo godere in eterno della sua beatitudine…

D. La disputa sulla immacolata concezione

[39.44-42.25] dichiarazione di magister universale per il frate minore Duns Scoto , ma attriti sulla affermazione della immacolata concezione. Il domenicano cita Tommaso d’Aquino e altri maestri

[54.40] Inizio della disputa. Duns Scoto enuncia direttamente la tesi. di Immacolata Concezione e di Cristo mediatore perfettissimo. Gli viene chiesto di argomentare maggiormente, nonostante la regola serafica di essere brevi.

Dunque ci sono 3 modi per mostrare che Maria è stata preservata dal peccato originale

  1. Dio è onnipotente, non può limitarsi a sanare i peccati, ma deve anche prevenirli (se li sanasse soltanto, solo perdonandoli non salverebbe in modo perfettissimo), occorreva dunque che almeno una creatura fosse preservata (Maria)
  2. Gesù essendo perfettissimo mediatore, merita l’allontanamento di ogni pena da colui che riconcilia, il peccato originale è una pena più grande del non poter vedere Dio in paradiso, perché la pena più grande per le creature intelligenti è il peccato. Se Cristo è mediatore perfettissimo, doveva fare in modo che almeno una persona fosse preservata dal peccato originale.
  3. la persona riconciliata non è tenuta in sommo grado a Gesù se non riceva da Lui il bene che lui può dare, e con Cristo si può ottenere l’innocenza, ovvero la preservazione dalla colpa o già contratta o da contrarsi. Nessuno terrebbe a Cristo come mediatore sommo se non avesse preservato almeno qualcuno dal peccato originale.

[59:20] Risposta del domenicano. Maria ebbe le pene comuni della natura umana, fame, sete, stanchezza ecc. tutte pene che sono state inflitte agli uomini per via del peccato originale, Maria dunque avendo gli effetti era afflitta dalla stessa causa degli altri uomini, ossia aveva contratto anche lei il peccato originale

[1:00:00-1:01.15] risposta di Scoto. Riconciliare qualcuno significa allontanare da lui pene inutili, lasciandogli invece quelle pene che possono essergli utili. Il peccato originale sarebbe stato nocivo a Maria, mentre con le pene temporali lei poteva meritare, come di fatto meritò di essere assunta in cielo. Ogni uomo dovrebbe avere naturalmente la giustizia originale, e intanto ne è privo per la colpa di Adamo, perché gli è ritornata addosso la colpa del suo antenato. Ora se a qualcuno viene data la grazia di nascere senza colpa, non sarà per merito proprio, ma per merito di Gesù, perché avrebbe il peccato originale se Cristo non lo prevenisse con la grazia. Ora come si può conferire la grazia dopo il primo istante, la si può conferire anche nel primo istante. Dio ha questa facoltà perché è Onnipotente, come fece di fatto con Maria che guadagnò questo amore sopportando le pene della vita in maniera esemplare.

[1:15:33] controrisposta del secondo domenicano. Maria è stata concepita come tutti gli altri, dall’unione tra un uomo e una donna, quindi la sua carne è stata infettata, come tutti gli uomini il corpo macchia l’anima, cosi il corpo macchiò l’anima di Maria.

[1:16:00-1:19:00] [Duns Scoto] Anche l’infezione rimane nel corpo del fanciullo dopo il Battesimo,ma il peccato è cancellato dalla grazia. può forse sfuggire a Dio l’instante della generazione? … sarà più potente la natura viziata ad infettare che la grazia a santificare? Dunque nel primo istante del concepimento infuse la grazia nell’animo di Maria. Potuit Decuit ergo Fecit.

Se Adamo non avesse peccato gli uomini sarebbero stati traspostati direttamente da uno stato di grazia ad uno stato di gloria dopo un determinato periodo di tempo, la vergine non contrasse il peccato di Adamo e quindi spettano a lei quei privilegi tra cui principalissimo l’immunità dalla corruzione e l’assunzione in cielo di corpo e anima. Ma la Vergine è morta! è morta! … Dobbiamo dire che è morta non in conseguenza del peccato originale che non aveva contratto, ma per imitare perfettamente Gesù. Quindi si può morire d’amore. Il cantico dei cantici: O figli di Gerusalemme vi prego, se trovate il mio diletto ditegli che d’amore languisco, sostenetemi con fiori, confortatemi con pomi, perché d’amore languisco. prima che il giorno muoia, e le ombre si dileguino, ritorna mio diletto. L’amore è forte come la morte.

E. Discorso sulla Eucarestia, Creazione/Natura, corpo nutrito di Eucarestia

[46.12 – 54.31] Come facciamo ad essere sicuri che possiamo essere degli “alter christus”? [Duns Scoto] se Dio ha detto di un pezzo di pane, “questo è il mio corpo”, non potrà fare lo stesso con gli uomini?

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