Lezione su Dune

Trama del primo episodio Dune di Villeneuve

Fremen sono la popolazione nascosta nelle caverne del deserto di Arrakis, meglio conosciuto come Dune, pianeta al centro dell’universo fantasy e fantascientifico dello scrittore Frank Herbert. Il pianeta Dune è al centro di grandissimi interessi commerciali in seguito alla scoperta della sostanza nascosta nelle sue sabbie dorate, chiamata melange o più genericamente indicata col nome di spezia. Questa sostanza è a tutti gli effetti una droga dalle proprietà peculiari. Una volta assunta in maniera continuata è capace di allungare la durata della vita umana, ma comporta anche strani (ed utili) effetti collaterali, come l’incremento delle percezioni sensoriali al punto da avere visioni del futuro, o permettere agli addetti della Gilda Spaziale, monopolista dei viaggi interstellari, di tracciare rotte sicure nell’iperspazio grazie al dono della preveggenza.

I Fremen considerano il loro pianeta Dune sacro, ma l’impero capeggiato da Shaddam IV, vista la preziosità della sostanza nascosta tra i granelli della sabbia, ha imposto la sua signoria sul pianeta attraverso uno spietato dominio con la casata degli Harkonnen, così che la spezia possa divenire un florido commercio per tutto l’impero. I proventi delle vendite favoriscono in maniera enorme la casata degli Harkonnen fintanto che l’Imperatore, misteriosamente, decide di affidare il governo del pianeta ad una nuova casata, quella degli Atreides. Questi, pur consapevoli di possibili intrighi politici, per onorare la loro reputazione di onestà e lealtà all’impero, rispondono prontamente al patto di vassallaggio trasferendosi dal loro florido pianeta natio Caladan, al desertico Arrakis, occupando la reggia imperiale della capitale Arrakin lasciata vuota dai precedenti despoti Harkonnen.

Qui i Fremen si incontreranno con gli Atreides. Tra loro nasce subito una simpatia, dovuta al rispetto che il duca Leto (capo degli Atreides) mostra fin da subito verso i capi tribù Fremen, in particolare verso Stilgar, destinato a diventare un luogo tenente della casata in seguito agli imminenti scontri che vedranno confrontarsi gli Atreides con gli Harkonnen.

Questi ultimi, con un patto segreto stipulato con l’imperatore, avevano lasciato momentaneamente il deserto dorato e il posto ai loro pacifici rivali, soltanto per organizzare un’imboscata a livello planetario, avendo l’opportunità di colpire tutta la flotta nemica in un sol colpo, ancora in fase di riorganizzazione dopo il trasferimento da Caladan. Appare chiaro l’oscuro patto dell’imperatore con la casata del barone Vladimir Harkonnen, quando oltre alle truppe della casata di Giedi Primo compaiono i Sardaukar, noti e spietati guerrieri fedeli all’imperatore.

L’imboscata ha successo, il duca Leto muore a causa di un traditore all’interno delle sue fila, il Dr. Yueh. Questi disattiva il muro scudo che protegge Arrakin, e permette agli Harkonnen una vittoria schiacciante. Cade in battaglia anche il prode Duncan Idaho amico fedele del rampollo di casa Atreides, il giovane Paul. Ma il sacrificio di Duncan non sarà vano, in quanto Pual, con la madre Jessica, troverà rifugio proprio presso i misteriosi Fremen, destinati secondo un’antica profezia ad essere guidati dal Lisan al Gaib.

Lisan al Gaibè è il termine Fremen per un profeta o messia fuori dal mondo. Il termine deriva dall’arabo, “لسان,” (Lisan) che significa “Lingua,” e “الغيب” (al Gaib) che significa “Il nascosto” o “non visto”. Va notato che nel contesto dell’Islam, “الغيب” (al Gaib) significa le ‘dimensioni invisibili della Realtà’, e la “lingua dell’invisibile” è un “profeta”, e non uno “straniero”.

Qui vediamo un primo elemento della religione Fremen: le profezie tramandate attraverso la tradizione. Sono le storie che fanno l’identità dei popoli. E l’attesa di un salvatore, rende il popolo compatto e unito nell’attesa dell’evento della profezia. Paul, attraverso la preveggenza e le rivelazioni della madre sull’indottrinamento di secoli dovuti alle Bene Gesserit, sfrutta la storia per diventare il nuovo capo dei Fremen.

Dopo essersi salvati dall’attacco degli Harkonnen, Paul e Jessica incontrano i Fremen in deserto aperto. I Fremen si caratterizzano per l’adattamento estremo della loro cultura alle esigenze del deserto. Oltre a vestire con la tuta distillante, che ricicla ogni goccia di sudore del corpo, anche le tradizioni religiose e culturali sono volte a conservare la tribù. Non c’è pietà verso il nemico, non c’è misericordia o perdono per chi inizia la lite, la morte è la fine che aspetta a due contendenti in duello. Vige dunque la legge del più forte, e l’acqua (del corpo) di chi soccombe è donata alla tribù che la conserva come liquido vitale.

Paul dovrà quindi affrontare Jamis, che invoca il combattimento corpo a corpo fino all’ultimo sangue per decidere se il giovane rampollo Atreides sia degno o meno di entrare nella tribù, e ancora più per verificare se egli è effettivamente il Lisan Al Gaib che dice di essere. Paul, forte dell’addestramento ricevuto dai suoi maestri di armi sul pianeta Caladan, con l’uso del pugnale tipico dei Fremen, donatogli da Chani appena conosciuta, colpisce a morte il suo avversario, il fremen orgoglioso che non aveva accettato da subito l’accoglienza che Stilgar, suo capo, aveva fatto allo straniero Atreides.

Questo primo omicidio rappresenta anche la prima vittima della profezia sulla Jihad. Egli si conferma essere anche il Kwisatz Haderach, il Messia che le Bene Gesserit avevano pianificato.

Alcuni momenti della trasposizione cinematografica di Denis Villeneuve

trailer

FILM

24.23 Gom Jabbar. La prova della reverenda Madre Gaius Helen è volta a comprendere se il giovane Paul possa essere l’Eletto, il risultato tanto atteso degli incroci genetici che l’ordine Bene Gesserit sta intentando da secoli
29 Dialogo tra reverenda madre e jessica
36.23 Lisan al Gaib
37.40 La mano del Bene Gesserit,
53.06, gli usi dei Fremen, contro l’etichetta imperiale. I Fremen non sono fedeli all’impero. Nella loro storia essi sono stati sempre schiavi delle grandi casate, per questo essi si nascondono alle autorità e cominciano a vivere una loro vita, lontani dalla civiltà, in mezzo ai rigori del deserto.
1.38.00-1.41.00 la visione della guerra santa nel nome di Paul. La religione dei Fremen si tramuterà in un nuovo ordine imperiale, in cui Paul diventerà allo stesso tempo il capo politico supremo, spodestando il vecchio imperatore ma diventando anche un capo religioso, in particolare della fazione armata dei Fremen, i Fedaykin.
1.47.00- 1.49.00 la visione del potere
1.55.10 -1.56 – Io servo un solo padrone, Shai Ulud.
2.12.40 Incontro di Jessica (Sayyadina) e Paul con i fremen. La disputa sull’eletto
2.16.17 l’adempimento della profezia, incontro con Chani
2.21.45 morte di Jamis, sorge Kwisatz Haderach

Citazione letterarie dal Romanzo

Le Bene Gesserit pronunciano questa preghiera – riflessione nel momento in cui devono affrontare la paura. La loro specializzazione non è il combattimento corpo a corpo, o l’offesa del nemico, piuttosto esse sono capaci di rimanere lucide e cambiare il nemico sul piano psicologico

“Non devo avere paura. La paura uccide la mente. La paura è la piccola morte che porta con sé l’annullamento totale. Guarderò in faccia la mia paura. Lascerò che mi calpesti e mi attraversi. E quando sarà passata, aprirò il mio occhio interiore e ne scruterò il percorso. Là dove andrà la paura non ci sarà più nulla. Solo io ci sarò.”

Si dice che il potere logora chi non ce l’ha. Per Herbert questo è vero nella misura in cui il potere viene cercato rimanendo nell’assenza di esso, ma ancora di più potere logora chi lo ha perché nel momento in cui viene mantenuto influenza la persona facendola crescere nell’orgoglio. Questo fa incappare negli sbagli e quindi nella perdita del potere

La grandezza è un’esperienza transitoria. Ed è inconsistente, legata com’è all’immaginazione umana che crea i miti. La persona che sperimenta la grandezza deve percepire il mito che la circonda. Deve pensare a quanto è proiettato su di lei, e mostrarsi fortemente incline all’ironia. Questo le impedirà di credere anch’essa a quello che pretende di essere. L’ironia le consentirà di agire indipendentemente da se stessa. Se invece non possiede questa qualità, anche una grandezza occasionale può distruggerla

vi è uno stretto legame tra l’esercizio della politica e la religione. Ma si crea un corto circuito tra le esigenze più profonde di entrambe. Mentre la politica suppone il governo e il mantenimento di sé stessa, la religione invece prevede nella sua istanza più gravosa di preferire l’altro a sé stessa.

Non si può evitare l’influenza della politica in seno a una religione ortodossa. La lotta per il potere permea l’educazione, l’addestramento e la disciplina di una comunità ortodossa. A causa di questa pressione. I capi di una simile comunità devono affrontare inevitabilmente l’ultimo dilemma interiore: soccombere al più completo opportunismo per conservare il loro potere, o rischiare di sacrificare se stessi nel nome dell’etica ortodossa.

dai «Detti religiosi di Muad’Dib», della Principessa Irulan

Leggiamo nell’appendice 2 del primo romanzo come Herbert spiega la composizione religiosa del suo universo. La religione ha a che fare con la storia, la politica, la ragione.

appendice 2 – la Religione di Dune

altro articolo di Marco Staffolani su SettimanaNews «Dune»: una sana critica alla guerra